Archivi del mese: ottobre 2010

La intro del terzo episodio della terza stagione di Fringe. Non ci sono parole, questa sequenza è un capolavoro di scrittura, ritmo, regia, recitazione. Mi sono alzato dal divano per una spontanea standing ovation.


Da tempo un caro amico cerca di convincermi a tornare a giocare a pallone. Da ragazzo giocavo in porta. A me piacerebbe da matti, ma mi sono sempre trattenuto perchè, sostanzialmente, ho paura di farmi male. L’operazione che ho subito anni fa mi rende un soggetto a rischio, in più metti mai che mi sloghi un polso e che debba rimanere fermo col lavoro per un paio di settimane… Tragedia! Stavolta però ho ceduto. Mi sono presentato in campo con la mia maglietta rossa e i calzettoni gialli, per giocare non come portiere ma come attaccante. Al calcio di inizio ho subito toccato la palla che ho passato ad un mio compagno il quale, dopo una galoppata sulla fascia me l’ha restituita al limite dell’area avversaria. Vedo la porta, mi allungo verso il pallone preparandomi per il tiro e mi sento mancare la terra sotto i piedi. Finisco in una buca profondissima e vado a sbattere la testa. Contro il comodino del mio letto. Mi risveglio per terra con un bernoccolo in fronte; in tutta la vita non mi era mai capitato di cadere dal letto. A 46 anni sono evidentemente troppo vecchio anche solo per sognare di giocare a pallone.

Ecco le prime prove dei personaggi principali dell’episodio che ho disegnato per Greystorm. In origine Robert Greystorm doveva apparire invecchiato, con le tempie grigie, ma poi nella versione definitiva è stato ringiovanito. Beato lui! Click sull’immagine per ingrandirla.

Una vignetta tratta da una vecchia storia dei Fantastici Quattro, disegnata da Jack “il Re” Kirby. Tizio addormentato seduto su un water con uno sturalavandini tra le gambe. Applausi.

Come è andata la giornata di lavoro oggi? Una palla… Ho dovuto fare i salti mortali per sbarcare il lunario!

Amarcord… Rimettendo a posto un po’ di cose è saltata fuori una vecchia brochure di presentazione dell’agenzia di pubblicità Classic dove lavoravo nella mia vita precedente, quando ero giovane e avevo i capelli! Stento io stesso a riconoscermi nella foto del “paginone centrale” in mezzo a tutto lo staff!

Anche nei fumetti, come nei film, rimangono sul tavolo degli autori alcune scene scartate e impostate in modo diverso rispetto alla versione finale. Ecco le prime due pagine del numero nove di Greystorm, abbastanza diverse da quelle poi reimpostate secondo un nuovo taglio e stampate sull’albo. Click sull’immagine per ingrandirle.

Dopo mesi di attesa ecco che sul tetto di casa sono finalmente arrivati i pannelli fotovoltaici. Considerando le sfighe varie che mi hanno colpito negli ultimi tempi, posso affermare tranquillamente che, al momento della prossima attivazione dell’impianto tra circa un mese, nella provicia di Torino inizierà il periodo della nuova glaciazione. Durerà vent’anni.

Grazie al Magazine di Fantascienza.com per averlo segnalato. Esilarante!

Oggi mia mamma, che tra l’altro compie 81 anni, mi ha chiesto se si riusciva a trovare un beccuccio a spazzola di ricambio per il suo aspirapolvere. Ho fatto una ricerca su internet e ho scoperto che l’unica possibilità di scovare quel pezzo era presso un antiquario o qualche collezionista di oggetti antichi. Già, perchè il fedele aspirapolvere di mia mamma è un Hoover Costellation del 1960. Un gioiello di tecnologia e design che ti segue fedele come un cagnolino per tutta la stanza sostenuto da un cuscinetto d’aria. Un aspirapolvere di cinquant’anni fa. Cinquant’anni! Parallelamente in questi giorni mi trovo a dover portare in riparazione un televisore lcd, sempre di mia mamma, che ha tirato le cuoia dopo soltanto un anno dall’acquisto. D’accordo che è ancora in garanzia, però questa cosa è il sintomo di come sono cambiate le cose in cinquant’anni. La tecnologia di allora era fatta per durare, quella di oggi è usa e getta. E’ il progresso.

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